L' Intervista

Attività commerciali, ristoranti e alberghi: per l’architetto Marigliano ogni progetto è come un abito su misura

Savio_marigliano

Materiali, allestimenti, arredi su misura e finiture. Ma anche il perfetto utilizzo degli spazi a disposizione. Il tutto da combinare insieme con sapienza e stile. La progettazione di negozi, attività commerciali e locali pubblici è una vera e propria arte che risponde ad una semplice regola: tutto ciò che si realizza deve avere come obiettivo finale la creazione di un design personalizzato e funzionale. Come? Ce lo spiega l’architetto Savio Marigliano, esperto progettista specializzato in ristoranti e alberghi.

Architetto, da dove si comincia per allestire un nuovo locale?

Senza dubbio da un’analisi dei costi. Dietro una progettazione ci deve essere innanzitutto uno studio commerciale. Qui non parliamo di un’abitazione da realizzare al meglio in base alle disponibilità del cliente che deve viverci. La spesa complessiva per l’apertura di un’attività va considerata oltre al mero budget economico e calibrata anche sulla stima di quanto un certo investimento possa ripagarsi attraverso i guadagni futuri. Naturalmente parliamo di spese oggettive: attrezzature, arredi e lavori. Il mio consiglio è sempre quello di effettuare un attento esame preventivo di questo aspetto.

Insomma, seguendo questo ragionamento si partirebbe da quelli che potenzialmente dovrebbero essere gli incassi?

Per quantificare il giusto investimento questo processo diventa fondamentale. Da qui, poi, derivano in sequenza le altre scelte che, essenzialmente, fanno leva su quanto di quella somma si deve riservare ai singoli elementi, privilegiando quelli che per tipo di attività diventano prevalenti sugli altri.

Una volta espletato lo studio di fattibilità economica e trovato il giusto equilibrio tra spesa e presunti incassi futuri, però, entrano in gioco altri fattori…

Certo, dopo l’approccio commerciale il passo successivo è agire sulle sensazioni. Diciamo che finita l’opera del matematico deve iniziare quella del poeta. Compreso cosa vuole davvero il cliente, quindi, il mio lavoro diventa la realizzazione di una scenografia capace di creare e rappresentare un’atmosfera. Il cuore del progetto, del resto, è una suggestione che va sollecitata prima nel cliente finale, che ad esempio trascorre un’ora in un ristorante di un centro commerciale ma immagina di essere in riva al mare, e poi nel committente che da queste suggestioni trae un beneficio in termini di risposta dell’utenza. Questo dover essere capaci di creare input scenografici che vadano bene ad entrambi è la vera difficoltà. Ma è solo così che un allestimento assume una veste personale ed emozionale. Un suo carattere. La bravura sta nello stimolare nel modo giusto i sensi dei nostri ospiti e dei nostri avventori attraverso colori, profumi, forme e luci”.

 

 Quali sono gli altri elementi da tenere in considerazione?

Per quanto mi riguarda innanzitutto il luogo in cui ci troviamo. Personalmente mi adatto molto al posto che ospita l’attività commerciale da realizzare e che va rispettato e assecondato. Quindi, se siamo in Toscana mi muoverò in un certo modo, se siamo in Costiera Amalfitana in un altro. Poi c’è la tipologia settoriale del locale che necessita di un design diverso anche a seconda dell’articolo o del servizio che propone.

E le problematiche che si incontrano solitamente?

Soprattutto quelle relative agli spazi e ad eventuali limitazioni strutturali ma una delle capacità del progettista sta proprio nel riuscire a trovare soluzioni ottimali con gli elementi a disposizione. Del resto siamo abituati a lavorare al centimetro, disegnando attività paragonabili ad abiti sartoriali completamente su misura.

Dunque, oltre la bellezza c’è anche l’applicazione di un grande senso di praticità?

È un valore aggiunto essenziale da apportare alla progettazione. Il nostro compito è quello di cogliere anche gli aspetti commerciali e non solo quelli estetici. Disegnare un’attività stupenda ma non funzionale non ha senso. Per questo, tecnicamente, si cerca anche di intercettare il flusso dei clienti, magari attraverso un’illuminazione accattivante che resta il vero segreto del progetto. Il suo punto di forza.

Cosa bisogna valorizzare in un negozio?

Senza dubbio l’articolo o il servizio in vendita che deve restare il vero protagonista dell’allestimento. Il locale va studiato per mettere in evidenza quello che offre e, quindi, deve avere una funzione precisa: essere una vetrina, uno scrigno che mette in risalto il suo contenuto, costituito dal cuore dell’attività.

Lei può vantare una serie di clienti molto importanti che rappresentano brand di eccellenza: come li ha conquistanti?

Servono attitudine a trovare le giuste soluzioni e concretezza, oltre all’affiancamento di un team di professionisti. Ma più di tutto è necessario costruire un percorso da fare insieme per migliorare gradualmente l’immagine di un marchio.

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